Ecobonus e ristrutturazioni, differenze tra case e condomini

Federesco, ci informa sull’attuale situazione normativa dell’Ecobonus e per Bonus ristrutturazione casa, e quali le sostanziali differenze delle condizioni, tra case e condomini.

I condomini godono di condizioni più privilegiate e di detrazioni maggiori rispetto alle singole case sia nel caso di Ecobonus e sia nel caso del Bonus ristrutturazione casa.
Le norme in vigore sull’Ecobonus prevedono detrazioni più elevate per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica.

ECOBONUS E CONDOMINI
La detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo è pari a:
70%, se gl interventi riguardano l’involucro dell’edificio con una incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio;
75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva purché conseguono almeno la qualità media indicata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Queste maggiori detrazioni valgono per le spese effettuate tra il primo gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate per importo complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.Vale anche per gli istituti autonomi per le case popolari per interventi su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

BONUS RISTRUTTURAZIONE CASE E CONDOMINI
Se gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta sono ancora più elevate rispetto alla soglia del 50.000 per un costo massimo di 96.000 euro.
In particolare detrazioni pari a:
75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
85% quando si passa a due classi di rischio inferiori
Anche in questo caso le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in cinque quote annuali di pari importo.
Interessante rilevare che il Condominio può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.
Chi riceve il credito, può cedere, anche solo in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che il credito è divenuto disponibile.
Il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condominio cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta.
Il condominio che cede il credito deve avvisare l’amministratore del condominio entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione del cessionario.
Per i condomini minimi che non hanno amministratore, possono cedere il credito incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti.

Fonte: FEDERESCO (Federazione Nazionale delle ESCo)

Saluti dal Team di JPE2010

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