Riflessioni sul bilancio ambientale di fine anno.

CO2 da record

L’aria che respiriamo è sempre più inquinata: la quantità di anidride carbonica ha raggiunto nel 2017 un nuovo record mondiale oltrepassando la soglia di 410 parti per milione (ppm). Non era mai successo in 50 milioni di anni, secondo gli storici del clima, e la colpa è sempre dei combustibili fossili che bruciando fanno alzare la temperatura del pianeta. La maggiore concentrazione di CO2 è infatti la principale responsabile del riscaldamento globale e di altri fattori che incidono sul cambiamento climatico. Le cattive notizie non sono finite: quest’anno le emissioni di anidride carbonica torneranno a crescere per la prima volta dopo tre anni di emissioni stabili.

Le opportunità per un cambio di direzione ci sono, ma se la politica continua a dare sussidi diretti e indiretti alle lobby petrolifere che producono fonti sporche-combustili fossili (solo in Italia circa 11 Miliardi di euro/anno), il quadro è poco ottimistico.

Oceani

Le Nazioni Unite accendono i riflettori sugli oceani. Vi è talmente tanta plastica nei nostri mari che se non si inverte la rotta entro il 2050 supererà (per peso) la quantità di pesce. Si calcola che ogni anno finiscano negli oceani più di 8 milioni di tonnellate di plastica, una minaccia per gli organismi marini, per gli equilibri degli ecosistemi e anche per l’uomo, visto che nemmeno la catena alimentare è immune ai rischi di contaminazione soprattutto per colpa delle microplastiche.

Riscaldamento globale

Il 2017 si sta attestato l’anno più “caldo” da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 1880, Lo ha affermato l’Agenzia meteorologica mondiale a inizio novembre: tra gennaio e settembre la temperatura media della superficie del globo è stata di 1,1 gradi centigradi al di sopra della media dell’era preindustriale.

Uragani

Il riscaldamento globale ha contribuito a una stagione da record per gli uragani atlantici. È stata una delle stagioni più devastanti degli ultimi cento anni, con un bilancio di danni pesantissimo. Quest’anno si sono formate 17 tempeste tropicali, di cui 10 hanno acquistato la forza di uragano. Le prime stime indicano per gli Usa danni per oltre 200 miliardi di dollari. Per la prima volta, un uragano atlantico quest’anno si è diretto e ha colpito anche l’Europa: Ophelia.

Emergenze siccità e incendi

L’Italia nel 2017 ha registrato un triste primato in Europa. Secondo i dati raccolti dallo European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea il nostro è stato il Paese col maggior numero di incendi boschivi: 788 da inizio anno a fine novembre. L’Italia è seconda solo al Portogallo per superficie bruciata. Nel nostro Paese sono andati in fumo più di 141 mila ettari di bosco. Situazioni critiche non solo in estate ma anche in autunno, con i maxi roghi in Piemonte, i più gravi degli ultimi 120 anni. Un anno non solo di fuoco per l’Italia ma anche particolarmente secco. L’emergenza siccità ha caratterizzato tutta l’estate ed è proseguita anche in autunno. Secondo il Cnr il 2017 è stato l’anno più secco in Italia dal 1800 ad oggi: le piogge sono state oltre il 40% inferiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000.

L’uomo e le risorse naturali

Le risorse naturali, quelle che la Terra è in grado di rigenerare da sola, si esauriscono sempre prima. Quest’anno l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse terrestri disponibili per il 2017 è caduto il 2 agosto. Nel 2000 questa scadenza arrivava a fine settembre. Stiamo consumando il pianeta quasi due volte più velocemente della capacità naturale degli ecosistemi di rigenerarsi.

La realtà politica, anche del nostro Paese, vanifica all’origine e rende illusorio ogni cambiamento, ogni miglioramento. Non siamo capaci di cambiare le cose, i dati lo confermano.

Saluti dal team di JPE2010

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