Corriere della SeraSono 50 i CdA delle società partecipate dal ministero dell’ Economia che dovranno essere rinnovati entro quest’ anno. Tra questi, Cassa depositi e prestiti, Gse, Invimit, Rai.

Intanto arriva a scadenza il garante Antitrust ma prima ancora quello dell’ Energia, prorogato per 60 giorni l’ 11 febbraio scorso.

Un bel pacchetto di nomine di cui dovrà occuparsi il prossimo governo con tutte le incognite che la sua composizione propone, a partire dai tempi di gestazione che si annunciano lunghi. Nè è dato sapere quali siano le strategie dei partiti rispetto al tema delle partecipate, visto che il tema è stato largamente ignorato nei programmi. Matteo Renzi, ad appena un anno dal suo insediamento a palazzo Chigi, sembrò avere le idee chiare su Cassa depositi e prestiti: ne azzerò anticipatamente i vertici, puntando sull’ ex banchiere di Goldman Sachs, Claudio Costamagna, e sull’ ad di Bnl, Fabio Gallia. Ora l’ assemblea della Cassa che produrrà il nuovo assetto è prevista per fine aprile. Di indiscrezioni ne sono circolate tante circa i papabili, da Gaetano Micciché a Dario Scannapieco, all’ interno Fabrizio Palermo. Si è registrata anche una certa disponibilità di Costamagna a restare, ma certo è assai difficile immaginare che equilibri potrebbe produrre, ad esempio, un governo di larghe intese. Fantascientifica ogni previsione sulla Rai: il consiglio di amministrazione attuale, anch’ esso insediatosi in piena epoca Renzi con alla presidenza Monica Maggioni, ha già registrato la «defezione» del direttore generale Antonio Campo Dall’ Orto, sostituito da Mario Orfeo, e le improvvise dimissioni di Paolo Messa. La scadenza del board è prevista a inizio agosto, ma anche qui il tema, in tempi normali, sarebbe un altro: quale Rai hanno in mente partiti?

A luglio va a scadenza anche il consiglio di amministrazione, composto da tre membri, del Gse, il Gestore dei servizi energetici, che nel 2016 ha distribuito incentivi alle energie rinnovabili per circa 16 miliardi di euro. Attualmente il board è guidato dal presidente e amministratore delegato Francesco Sperandini, incorso nel caso su cui si è soffermata l’ Autorità Anticorruzione, della sovrapposizione di troppi incarichi.

Con l’ approvazione del bilancio 2017 scadono poi anche Massimo Ferrarese e Elisabetta Spitz, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Invimit, la società che si occupa della valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico con l’ obiettivo di contribuire alla riduzione dello stock del debito pubblico.

Stessa scadenza anche per Sogei, la società di Information technology interamente controllata dal ministero dell’ Economia, presieduta da Biagio Mazzotta e guidata da Andrea Quacivi. Fin qui le partecipate dirette del Tesoro, ma ce ne sono altre 44, che fanno capo a società pubbliche, che devono rinnovare il board. Per citare le principali, Italia Turismo, che sta sotto Invitalia; ben sei controllate di Enel e dieci di Eni. Ma anche Rai Pubblicità, dove il mandato di Antonio Marano è in scadenza. Così come va rinnovato il board di Centostazioni, tornata al 100% nell’ alveo delle Ferrovie dello Stato e il cui board, nominato il 3 febbraio scorso, era destinato a restare in carica fino a approvazione del bilancio.

Stesso destino per la società costituita un anno fa per gestire in Anas le concessioni autostradali e momentaneamente gestita dallo stesso Gianni Vittorio Armani. In Leonardo è atteso il ricambio in Telespazio. Tutta da giocare anche la partita delle due autorità in scadenza quest’ anno, Antitrust ed Energia, il cui assetto è stato sempre oggetto di estenuanti trattative tra i partiti.

Fonte: rassegna stampa, Corriere della Sera del 5 marzo 2018

Saluti dal Team di JPE2010

Leave A Comment