L’Europa si è dotata di un sistema di standardizzazione dei requisiti minimi di risparmio energetico in alcuni settori, tra i quali l’edilizia, i prodotti che consumano energia (ecodesign) e gli elettrodomestici, al fine perseguire con maggiore omogeneità gli obiettivi di risparmio energetico tutelando la competitività delle imprese produttrici.
Questi sistemi di standardizzazione riguardano, in primis, la certificazione ed etichettatura energetica degli edifici (Direttiva 2002/91/CE), che, attraverso la definizione di una metodologia comune per il calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici e di norme minime sul rendimento energetico mira ad ottenere un taglio del consumo energetico europeo del 5-6%, con una equivalente riduzione delle bollette energetiche pari ad alcune decine di miliardi di euro.
Inoltre, con l’approvazione della Direttiva 2005/32/CE, l’Europa ha istituito un quadro comune per la progettazione eco-compatibile dei prodotti che consumano energia, a cui è imputabile una quota consistente dei consumi di risorse naturali. La normativa ha l’obiettivo di definire la modalità di indagine per evidenziare i parametri di criticità ambientale che, se controllati e monitorati, possono dare un forte impulso alla sostenibilità ambientale. La misura di implementazione per ciascun prodotto definirà i requisiti minimi per poter immettere i prodotti sul mercato.
Nel settore degli elettrodomestici sono stati introdotti sistemi di armonizzazione di etichettatura e informazioni sul rendimento energetico del prodotto per consentire ai consumatori di poter scegliere apparecchi a più alta efficienza energetica (Direttiva 92/75 CE), e Direttiva 2010/30/CE.
Altri sistemi di standardizzazione dei requisiti minimi di rendimento energetico sono definiti per caldaie ad acqua calda (Direttiva 92/42/CEE) e degli alimentatori delle lampade fluorescenti (Direttiva 2000/55/CE).
Con queste direttive l’Unione europea ha dimostrato di applicare un approccio integrato e strutturale alla politica volta a promuovere il risparmio energetico, rappresentando un esempio efficace per perseguire in modo concreto gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
Alcune Direttive Comunitarie sono state recepite nell'ordinamento nazionale dal d.lgs. 192/2005 e successive modifiche ed integrazioni, che ha dettato regole e criteri generali in materia. Successivamente, in data 26 giugno 2009, con un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, sono state approvate le Linee guida nazionali (ad esempio) sulla certificazione energetica.
La Regione Piemonte, sulla base della competenza legislativa concorrente in materia energetica, ha disciplinato la certificazione energetica con la legge regionale 28 maggio 2007 n. 13, recante disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia. Le disposizioni attuative regionali in materia di certificazione energetica degli edifici sono state approvate dalla Giunta regionale il 4 agosto 2009 (D.G.R. n. 43-11965) e sono entrate in vigore il 1° ottobre 2009, diventando il riferimento normativo sul territorio della Regione Piemonte.